UN RODRIGO DE PAUL E’ PER TUTTI

In questo articolo l’autore Andrea Rossetti analizza le caratteristiche tecniche, tattiche, fisico, atletiche e psicologiche del giocatore Rodrigo De Paul

A metà tra provocazioni e dubbi. La Juventus di Maurizio Sarri avrebbe giocato un calcio più qualitativo, fluido e convincente se al posto di Rabiot e Ramsey in rosa ci fosse stato Rodrigo De Paul, magari prendendo sul campo la posizione di Matuidi in un terzetto di centrocampo con Pjanic e Bentancur? E cosa ne sarebbe stata della prima stagione domestica dell’Inter di Antonio Conte se lo scorso gennaio Marotta, anziché Eriksen, gli avesse regalato il centrocampista argentino, perfetto per caratteristiche all’interno del sistema del tecnico salentino? Roma e Napoli avrebbero avuto la possibilità di giocare la Champions League con un investimento su De Paul la scorsa stagione? E anche la Lazio, quante chances reali di vincere lo scudetto avrebbe avuto in più se nelle rotazioni post-covid fosse rientrato anche un giocatore del calibro e della sostanza di RDP, almeno in due/tre ruoli-chiave? Ma soprattutto, più tangibilmente, cosa sarebbe oggi l’Udinese senza Rodrigo De Paul?

Quesiti che appaiono senza dubbio pretestuosi e soprattutto senza una risposta certa, ma che danno una lettura abbastanza fedele della realtà in questo momento: oggi De Paul può migliorare, far svoltare o, perché no, esaltare contesti di massimo livello. E adesso, anno dopo anno, partita dopo partita, sembra essere davvero arrivato il momento del possibile grande salto per l’ex Racing e Valencia.

Rodrigo (classe ’94) ha 26 anni compiuti, è alla sua quinta stagione in Serie A, porta il numero 10 sulle spalle e la fascia da capitano della sua Udinese sul braccio. E’ indiscutibilmente l’uomo simbolo, quello su cui Gotti ha costruito il progressivo sviluppo della sua squadra, così come del resto i suoi predecessori. Nelle ultime due stagioni, l’argentino ha mostrato però una personalità da vero leader, tecnico e spirituale. Può sembrare una coincidenza irrilevante, ma dal momento del cambio di ruolo che lo ha visto trasformarsi da seconda punta o trequartista a mezzala pura e totale, prima con Scaroni nella Copa America 2019 con l’Albiceleste e poi con lo stesso Gotti anche a Udine, il ragazzo di Sarandì è maturato smisuratamente, fiorendo in modo definitivo.

De Paul nella posizione di mezzala destra contro il Brasile nella Copa America 2019: una delle prime apparizioni in quel ruolo

Con la struttura fisica del centrocampista perfetto (180 centrimetri per 74 kg), De Paul è oggi un interprete assolutamente completo della zona-chiave di campo. A una fase difensiva in cui garantisce forza, presenza nei contrasti, fisico, intensità e recuperi, abbina quella offensiva con creatività ma soprattutto punti. Bonus, per intenderci (già 3 gol + 3 assist in stagione). Ma la vera differenza nel calcio di RDP la fanno le letture e gli inserimenti, con una finezza di scelta delle giocate e tempi di gioco quasi da professore del ruolo. Prendiamo per esempio il gol contro il Torino: De Paul inizia l’azione, da la soluzione di scarico e appoggio ai compagni, trovandosi sul lato destro di campo verticalizza, aspetta lo sviluppo dell’azione e poi vede lo spazio dove può, anzi, dove deve andare a colpire. Il pallone esce da un paio di rimpalli e finisce sui piedi del Tucu Pereyra, che non può non vedere la soluzione migliore, cioè trasmettere il pallone al limite dell’area al suo connazionale, il quale muovendosi verso sinistra riesce comunque in controtempo ad aprire il piatto destro e piazzare sul primo palo il pallone dolcemente alle spalle di Sirigu. Appare tutto semplice, ma riguardando l’azione dal principio ci si rende conto della completezza e dell’acume di gioco del calciatore in questione.

Il numero 10 dell’Udinese esulta verso la panchina di Luca Gotti dopo il gol bellissimo realizzato contro il Torino

L’ennesima sessione di mercato per il De Paul “italiano” si avvicina, e il ragazzo – da più di qualche confronto con i giornalisti – sembra assolutamente dedito alla causa, con l’obiettivo di portare la sua Udinese più in alto possibile in questa stagione particolare. La classica offerta però, quella irrinunciabile (difficile di questi tempi, ma da tenere comunque in considerazione) potrebbe far saltare il banco. C’è qualcuno finalmente disposto a puntare forte su uno dei più completi centrocampisti sulla piazza, nonché uno dei due/tre migliori interpreti argentini del ruolo, magari rivedendo in meglio e verso l’alto le proprie ambizioni stagionali? Spesso è da ricercare sul campo ma sta volta, e nel caso di De Paul, la risposta arriverà ormai esclusivamente dal mercato.

AUTORE

ANDREA ROSSETTI

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