IL RUOLO DI DEJAN KULUSEVSKI

In questo articolo l’autore Andrea Rossetti analizza le caratteristiche tecniche, tattiche, fisico, atletiche e psicologiche del giocatore Dejan Kulusevski

Fisico imponente, grande qualità e mancino esplosivo. L’identikit di Dejan Kulusevski è stato chiarissimo ed evidente a tutti sin da subito, a partire dalle stagioni disputate nel campionato Primavera e poi grazie agli esordi in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella stagione 2018/2019. Talento in evidenza e grandi prospettive, ma da li a diventare un protagonista tra i “grandi” ce ne passa. E invece no, perchè in quest’annata in prestito al Parma il classe 2000 non sembra aver minimamente risentito del primo grosso, vero confronto con la massima divisione, risultando sin dalle prime uscite una delle sorprese più intriganti del nostro campionato. 

Fino a marzo, il momento dello stop forzato delle attività, Kulusevski ha infatti collezionato numeri piuttosto interessanti: il bottino parla di 26 presenze complessive (3 in Coppa Italia), 5 gol e 7 assist, il tutto racchiuso in 2035 minuti giocati totali. Tanto è bastato per catturare l’interesse di Inter e Juventus, con quest’ultima che a gennaio ha deciso di investire 35 milioni più 10 di bonus per sbaragliare la concorrenza anche già in vista dell’estate, pagando sì il giocatore ma soprattutto il potenziale di un ragazzo che ad aprile ha compiuto appena 20 anni.

Qual è, però, il vero ruolo di Dejan Kulusevski?

Mezzala offensiva nelle giovanili atalantine e trasformato da D’Aversa in superefficace esterno d’attacco destro, Dejan ha dimostrato da un lato di sapersi ben adattare a più collocazioni, ma chiarito dall’altro la sua leggera preferenza per una zona di campo: “Il mio ruolo è sempre stato quello del trequartista, poi sia all’Atalanta sia al Parma ho cambiato un po’ la mia posizione. Posso fare sia l’esterno che la mezzala. Ma io mi vedo trequartista”.

Tenendo presente quindi questa gamma di posizioni – mezzala, trequartista, esterno offensivo – cosa potrà offrire alla Juventus in questi ruoli specifici e dove invece potrebbe riscontrare più difficoltà nello scacchiere della squadra allenata da Maurizio Sarri?

Esterno destro d’attacco

Da esterno offensivo “Kulu” ha già dimostrato a Parma di poter garantire grandissima qualità soprattutto quando viene a giocare dentro al campo (2 dribbling a partita in Serie A, dati Whoscored.com), assist e tiri (1.5 x match) a ripetizione, grande corsa, ottimo ripiegamento difensivo e presenza fisica (1.2 contrasti x90). Sicuramente a difesa schierata risulta un esterno che non attacca spessissimo la profondità senza palla, ma che invece preferisce entrare nel campo; d’altro canto alla Juventus troverebbe meno spazi in contropiede e a campo aperto, situazione spesso incontrata con la maglia del Parma che gli ha permesso di trovare incredibile facilità nelle giocate di ribaltamento del fronte. Probabilmente non sarebbe dunque la collocazione ideale in una squadra che, come la Juventus, vuole fare del possesso offensivo la sua prerogativa, ma rimane comunque una soluzione da tenere fortemente in considerazione. Anche per possibile emergenza, necessità o semplicemente volontà di variare lo spartito tattico.

(Credits: Sports Moments) In quest’occasione, nella sfida in trasferta contro il Bologna, Kulusevski parte da esterno destro e prova spesso il rientro, come in questa situazione: avversario saltato rientrando e mancino forte che sbatte sul palo.

Trequartista

l trequartista è stato quasi un tabù della Juventus in questa stagione, specialmente nel momento in cui la squadra veniva presentata con continuità sulla traccia del 4-3-1-2. Eventualmente, in un ipotetico o futuro ritorno a questo sistema di gioco, Kulusevski offrirebbe un ottima qualità (2 keypasses a partita in questa stagione), tempi di gioco, imbucate e pressione sul regista avversario. Il problema potrebbe riguardare un po’ la ridotta disponibilità di spazi in quella zona di campo, in cui anche Bernardeschi (un giocatore portato molto più ad agire sull’esterno) ha trovato grandissime difficoltà. Nonostante il talento ex Atalanta prediliga idealmente questa posizione e anzi abbia scelto la Juventus per una questione di modulo, sarà difficile vederlo in quella posizione anche perché Sarri è sembrato sempre più orientato ad affidarsi al 4-3-3 per coprire meglio il campo lateralmente e attaccare avvolgendo la squadra avversaria piuttosto che creare intasamento in zona centrale.

Quando presentato da trequartista, come in occasione di questo match con la selezione svedese U21, Kulusevski è molto più a contatto con la porta in zona centrale, e trova molta più facilità in definizione: in questo caso penetrazione senza palla e mancino nell’angolino.

Mezzala destra

L’altro grande problema delle ultime stagioni bianconere ha riguardato la ricerca di un centrocampista che abbinasse con profitto le due fasi. In questa posizione il talento di origini macedoni garantirebbe grande impatto fisico (186 cm x 79 kg) e qualità, sia dando una mano al vertice basso in costruzione che strappando con la sua potenza e rifinendo il gioco con gli attaccanti (interessante l’interazione con Dybala magari da punta centrale che svaria), arrivando da dietro a definire il possesso. Il margine di miglioramento potrebbe essere dettato dal coinvolgimento (solo 28.6 passaggi a partita in questa stagione), e l’unico punto apparentemente negativo è il compito che lo aspetterebbe in questo caso in fase difensiva: con Matuidi (o chi per lui) che si allarga sulla sinistra a copertura di Ronaldo e l’attaccante esterno (magari Douglas Costa, o eventualmente Chiesa) che si abbassa a comporre la linea di centrocampo a quattro, Kulusevski dovrebbe fare sostanzialmente coppia centralmente con il regista (verosimilmente Bentancur). Dettaglio che il ragazzo nato a Stoccolma non ha ancora avuto modo di provare, ma che magari potrà entrare nel suo bagaglio di caratteristiche per permettergli di diventare nel corso degli anni sempre più centrocampista e giocatore totale.

(Credits: Roma TV) Dejan Kulusevski nella posizione di mezzala nella primavera dell’Atalanta. In questo caso a sinistra, ma è chiaro il posizionamento in zona luce anche e soprattutto in fase di prima costruzione.

Ci sarà da capire però soprattutto il peso che avrà la sua figura nello scacchiere e nelle scelte, da valutare se sarà considerato sin da subito un potenziale titolare o se lo aspetta una stagione di forte alternanza e inserimento graduale. Tanto dipenderà dall’immediato impatto nel calcio di un tecnico meticoloso come Maurizio Sarri, e nella velocità di miglioramento dei limiti ancora da colmare, che comunque appaiono attualmente in secondo piano rispetto alle grandissime qualità già evidenziate.

In un confronto tratto da understat.com tra lo stesso Kulusevski e Nicolò Zaniolo (‘99), giocatore non troppo diverso per caratteristiche e che è emerso nel nostro campionato un anno prima. Dai dati emerge come il giocatore del Parma in questa stagione abbia contribuito maggiormente in costruzione (xGBuildup) e in rifinitura (KP), ma tirato meno (Sh90) e segnato o avendo la possibilità di concludere con meno efficacia (G90 e xG90). Nel complesso la sintesi un po’ superficiale ma comunque abbastanza lampante, è che nel parallelo tra due giocatore assimilabili, Kulusevski sia più centrocampista e Zaniolo più attaccante.

“Mi attrae l’idea di misurarmi con i migliori. A maggior ragione vado lì per imparare, La Juventus è uno dei più grandi club del mondo e penso che chiunque giochi a calcio, voglia giocare nella Juve. Mi allenerò per migliorare»

Parecchi i temi da affrontare e ancora da conoscere. Ma su una cosa c’è certezza: Dejan Kulusevski ha le idee chiarissime. E la volontà di concludere la stagione al Parma, testimoniata dal forte e fermo obiettivo di portare a termine quanto lasciato in sospeso con enorme dedizione, rappresenta l’ennesimo segnale di un giocatore pronto a compiere un ulteriore, grande salto in alto.

AUTORE

ANDREA ROSSETTI

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